Il futuro dell’e-commerce: SEO o non SEO?

Per oltre vent’anni il marketing digitale ha seguito regole abbastanza chiare. Le aziende hanno investito per essere trovate, i clienti hanno cercato informazioni e i motori di ricerca hanno fatto da intermediari tra domanda e offerta. Attorno a questo modello sono nati la SEO, i marketplace, le campagne pubblicitarie, i comparatori, le strategie di conversione e gran parte dell’e-commerce moderno.

Il percorso era relativamente semplice: il cliente cercava un prodotto, visitava uno o più siti, confrontava le alternative e decideva cosa acquistare.

Oggi però sta iniziando ad emergere uno scenario diverso, che potrebbe modificare profondamente non soltanto il commercio elettronico ma anche, forse, il ruolo stesso del marketing.

Sto parlando di schede prodotto strutturate, dati leggibili, disponibilità aggiornate, cataloghi coerenti, descrizioni semantiche, informazioni interrogabili e sistemi capaci di dialogare automaticamente con agenti esterni che potrebbero assumere progressivamente un peso crescente.

Il sito passerebbe dall’essere inteso non più soltanto come una vetrina da visitare, ma come una piattaforma da interrogare.

Per anni abbiamo parlato di Search Engine Optimization (SEO), cercando di capire come posizionarci meglio sui motori di ricerca, mentre domani potremmo trovarci davanti a qualcosa di diverso. La domanda potrebbe, infatti, non essere più [Corsivo]“come arrivo primo su Google?”[/Corsivo], ma [Corsivo]“come faccio a diventare la risposta scelta dall’assistente di IA?”[/Corsivo].

Ne parlo nel mio blog Ufficiomarketing.it

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